Fiat a tutto campo
Marchionne punta più in alto, governo e sindacati chiedono lumi
“Nella certezza che l’eccellenza degli stabilimenti italiani continui a essere assicurata, mi attiverò per programmare un incontro a breve termine, anche alla presenza delle organizzazioni sindacali”. Lo ha scritto ieri il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, in una lettera indirizzata al presidente di Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, e all’amministratore delegato, Sergio Marchionne.

No comment dal Lingotto. I sindacati italiani comunque annunciano barricate. Sempre secondo il documento, sarebbe dichiarata la volontà di Torino di creare un gruppo che comprenda le attività europee di Gm – Opel, Vauxhall, Saab – e la joint venture con Renault, oltre che, ecco l’ultima novità, Gm Sud America e Gm Sudafrica. Per queste ultime due, secondo il New York Times, il colosso americano vuole in cambio il 30 per cento di Fiat, mentre Marchionne è disposto a trattare per meno del dieci per cento del gruppo. I movimenti dell’ad del Lingotto, che ieri era negli Stati Uniti e oggi sarà nuovamente in Germania per incontrare il premier dell’Assia, sono scrutati attentamente dai media. Ma il manager, in un’intervista sull’Economist oggi in edicola, minimizza: “Odio la questione personale. Non si tratta di me, si tratta solo di aggiustare l’industria. Io sono solo un canale per il cambiamento”.